Quarantena lontano dalla famiglia, Juantorena pensa al futuro: «Mi auguro di restare alla Lube» | Cronache Maceratesi

2022-10-12 08:59:55 By : Mr. Bo M

Osmany Juantorena sul terrazzo della propria abitazione a Civitanova

Osmany Juantorena e la pandemia che sta sconvolgendo il mondo, il futuro del volley e quello personale nella Lube che verrà. Con il pensiero rivolto alla sua famiglia rientrata a Cuba e lo sguardo rivolto a Tokyo 2021 per l’ultima olimpiade che il fuoriclasse disputerà con la maglia azzurra.

Osmany Juantorena, il coronavirus e la quarantena: come la stai vivendo a Civitanova?

«Sto bene ma dico la verità, non ce la faccio più a sopportare questa clausura in casa. Sono anche da solo in quanto la mia famiglia è rientrata a Cuba ed è davvero dura. La giornata per me è diventata di 48 ore invece di 24: il tempo non passa mai, prendo un po’ di sole se la giornata è bella, cucino, mi alleno, faccio addominali, elastici per la spalla perché bisogna mantenersi a livello fisico anche se manca tantissimo per ricominciare. Ne approfitto per leggere e guardare qualche serie in tv e spesso sono videocollegato con la mia famiglia che è rientrata a Cuba. Esco una volta ogni 10 giorni per fare la spesa attendendo come tutti che il 4 maggio si possa uscire con le giuste protezioni, prendere un po’ di aria e fare qualche camminata all’aperto».

Juantorena a casa in tenuta di allenamento

Per la prima volta la pallavolo si ferma per quasi sei mesi: cosa significa per un atleta tanto tempo senza allenarsi e giocare.

«Non è semplicissimo. Non sono mai stato in carriera 6 mesi senza pallavolo da tanti anni: non è solo per me il problema ma per chiunque gioca a pallavolo. Dovremo essere responsabili e professionisti nel fare qualche attività sportiva appena si può uscire per mantenere un minimo di condizione: dal calcio al basket o al beach volley qualsiasi cosa per restare attivi. Poi quando si potrà riprendere con le giuste condizioni nel club arrivarci non da zero ma avendo sfruttato tutti questi mesi per fare movimento e attività. Altrimenti la ripresa sarebbe durissima».

La SuperLega si è chiusa in modo drastico, provocando non poche polemiche tra Lega e Fipav. Tu che ne pensi?

«Le opinioni sono tante e diverse, ognuno dice la sua. Ragazzi, ma stiamo scherzando! Qui la gente muore non bisogna forzare niente, ne provare ad allungare una cosa che è finita. Il periodo è questo, bisognava fare ciò che è stato fatto, cioè chiudere e pensare al prossimo anno. C’era l’ipotesi di un playoff a 4 a porte chiuse, non ha senso in quanto il campionato è falsato. Aveva più senso se partecipavano le prime 8 e ci si giocava lo scudetto, quello avrebbe avuto più logica secondo me. Io credo che adesso la pallavolo passa in secondo piano come tutti gli sport: si pensa a guarire, a star bene sperando che a breve si possa trovare una soluzione, un vaccino o una cura per affrontare questa pandemia che sta facendo impazzire il mondo».

Osmany Juantorena durante una diretta Instagram con i tifosi della Lube

Si parla molto in queste ore di taglio di ingaggi dei giocatori che può arrivare sino al 30%.

«E’ un discorso delicato. Capisco il momento di crisi, capisco tutto, ma da lì dire che si paga solo il 70% di quanto previsto nei contratti non lo ritengo affatto giusto. Noi abbiamo fatto molto più del 70% della stagione, visto che siamo tutti qui da agosto: a qualche società mancavano solo 3 partite per finire la stagione per cui non mi pare giusto che ci sia questo taglio. Non la vedo giusta io e neppure gli altri capitani delle squadre di SuperLega. Una decisione che è stata presa dalla Lega senza nemmeno interpellarci: per loro noi non contiamo niente e questa cosa non va bene. Noi siamo i protagonisti, noi scendiamo in campo. A me questa cosa non sta bene. Un conto è che ci sia un taglio sui contratti, sono d’accordo, ma se perdiamo noi qualcosa debbano perdere anche le società. Non lo si può chiedere solo agli atleti di fare sacrifici».

Capitan Osmany Juantorena, mvp della finale di Coppa Italia, ultimo trofeo vinto dalla Lube

Il futuro della SuperLega: con la crisi economica in arrivo c’è il rischio che i campioni che sono qua possano essere attratti da tornei come quelli di Russia, Cina e Turchia che potranno garantire ingaggi più elevati dei club italiani?

«Sicuramente, in questo momento è molto alta la possibilità che giocatori importanti possano decidere di andar via dall’Italia. Anche coloro che hanno firmato contratti pesanti che però possono essere rimessi in discussioni dai club. Se non saranno d’accordo e al contempo avranno altre proposte potrebbe accadere che decidano di lasciare l’Italia. E’ una scelta personale: se tu ti trovi bene in Italia o nel club e rinunci a qualche soldo perché giochi in un torneo prestigioso ci può stare. Altrimenti scegli la strada di partire. Non sarà facile. Lo dico anche per me che sono il primo che ancora non sa nulla del proprio futuro: non ho contratto per il prossimo anno, dovremo parlare con la società però è chiaro non è questo il momento. Dovrò anche capire molte cose: mi auguro di poter trovare l’accordo e restare a Civitanova dove sto benissimo. Però finchè non ci sarà la firma non posso dire nulla sul futuro di Juantorena».

Osmany Juantorena con la maglia della Nazionale

Una delle poche certezze che hai è la partecipazione con la Nazionale all’Olimpiade di Tokyo spostata nel 2021.

«Toccando ferro sì, parteciperò all’olimpiade. Sono tornato in azzurro perché volevo chiudere questo cerchio con la Nazionale italiana alle olimpiadi che, causa il virus, sono slittate al prossimo anno. Dovremo tutti aspettare con ansia e voglia questo 2021: credo che anche qui sia stata fatta la scelta migliore. Arriveremo tutti pronti e carichi, non parlo solo del volley ma di tutti gli sport, sicuramente lo spettacolo sarà unico. Un anno passa velocissimo, un attimo e saremo già li».

Il volley del dopo coronavirus come sarà per voi giocatori, per i tifosi, per il pubblico.

«Non riesco ad immaginarlo dico la verità. Sicuramente a me questo periodo ha fatto capire molte cose della vita. Questa tragedia mi ha insegnato quelle che sono le cose importanti da vivere che sono altre rispetto a quelle che guardavo prima. Mi ha cambiato la visione del mondo e della vita personalmente. Come sarà la pallavolo non lo so: se quando riprenderemo potremo rivedere i palazzetti pieni, la gente ora ha paura e finchè non ci sarà un vaccino magari eviterà luoghi affollati. Del resto bisogna comunque andare avanti perché il mondo non può fermarsi e lo faremo con tutte le precauzioni indispensabili nel nostro sport».

Juantorena mostra il cinque come le volte che ha trionfato nel Mondiale per Club

Tu vivi in Italia, ma i tuoi affetti sono a Cuba: com’è la situazione del virus nel paese caraibico?

«I miei familiari stanno tutti bene. Cuba è un’isola che si è chiusa: hanno bloccato i voli aerei, le frontiere sono chiuse, stanno prendendo le giuste prevenzioni, da quello che mi dicono la situazione è abbastanza sotto controllo. I miei sono sigillati a casa, come qui escono solo per acquistare cibo. Bisogna tenere duro in questo periodo e sono sicuro che ne usciremo: alcuni più forti di prima altri magari più deboli per avere perso parenti portati via da questo tremendo virus».

Capitan Juantorena alza la coppa: la Lube è campione del Mondo

Tornando allo sport, qual è il trofeo cui sei più affezionato tra gli ultimi vinti con la Lube.

«Il Mondiale sicuramente perché è stato il mio quinto personale ed il primo per il club, ci tenevamo molto tutti. Ogni vittoria ha un sapore ed un’emozione diversa. Anche l’ultimo trofeo, la Coppa Italia vinta a Bologna, è stato uno spettacolo nelle due partite che sono state un insieme di emozioni uniche per chi le ha giocate ma anche per il pubblico che ama il volley. Resta il rammarico per non aver potuto arrivare in fondo a Champions League e finali scudetto però prevale più la soddisfazione e il ricordo di quei successi».

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