La fioriera ea terra e il terrazzo da cui è caduta
È caduta come un proiettile e solo per miracolo non l’ha centrato in testa, uccidendolo sul colpo. Ma un manager del marketing e della comunicazione, veneziano di nascita e trevigiano di acquisizione , è grave in ospedale dopo essere stato colpito sulla schiena da una fioriera di ferro con dentro le piante, p recipitata da un’altana in Fondamenta del Gafaro , dove stava passeggiando per dirigersi verso piazzale Roma, che si trova a poche centinaia di metri da lì. L’episodio è avvenuto sabato scorso intorno alle 18, proprio mentre stava imperversando una tempesta con le raffiche di vento arrivate a un picco di 50-60 nodi, ovvero oltre i 100 chilometri all’ora.
L’uomo, il 56enne M.F., che è titolare di una società di consulenza della comunicazione con sede nel Trevigiano , stava appunto passeggiando, quando all’improvviso la fioriera si è staccata dal supporto della terrazza su cui era posizionata (e dove tuttora se ne vede una «gemella» ) ed è caduta verso terra da un’altezza di oltre una decina di metri. L’impatto, del tutto inaspettato, è stato violentissimo, al punto da sbattere l’uomo per terra e rompergli anche alcuni denti. Ma il danno principale è stato quello alla schiena e al collo: l’uomo si è infatti procurato la rottura di due vertebre , mentre altrettante sono rimaste incrinate; inoltre per il contraccolpo ha avuto un forte trauma cranico e una duplice emorragia cerebrale. Subito soccorso, l’uomo è stato portato in pronto soccorso ed è ora ricoverato in Neurochirurgia , in condizioni molto gravi.
La padrona di casa era fuori
I famigliari di M.F. si sono rivolti agli avvocati Anna Paola Klinger e Alessandra Volpato, che hanno interessato anche i vigili urbani per cercare di capire se ci siano state delle responsabilità per quanto accaduto. «Ovviamente allo stato non accusiamo nessuno e non abbiamo certezza di eventuali colpe - spiegano le due legali - vedremo se ne emergeranno dalle indagini». La prima cosa da verificare è se la fioriera fosse correttamente ancorata o se invece fosse in una posizione pericolosa , soprattutto in caso di condizioni meteo così violente come quelle che hanno colpito Venezia e la provincia sabato pomeriggio. Da quel che è emerso, la padrona di casa era fuori città , ma questo ovviamente non la esimerebbe da colpe, se venissero dimostrate.
Quel giorno sono arrivate ai vigili del fuoco decine di chiamate per richiedere interventi in tutta la provincia. In particolare sono stati effettuati due salvataggi di velisti in difficoltà : il primo, a Giare di Mira, si era rovesciato finendo in acqua, tanto che è stato portato all’Ospedale dell’Angelo con un principio di ipotermia e assideramento; nel secondo caso invece un equipaggio di cinque sloveni è stato soccorso dalla Capitaneria di Porto al largo del territorio del Comune di Cavallino-Treporti, mentre l’imbarcazione stava iniziando a riempirsi di acqua e affondare, complici anche le grandi onde fino a 4 metri di altezza. Gli altri interventi hanno riguardato i numerosi episodi di alberi caduti e le grandinate.
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